Superbike Aragòn: non è un paese per vecchi

Superbike Aragòn: non è un paese per vecchi

 Il mondiale Superbike è un paese per vecchi. Dicevano.

Biaggi e Checa hanno dominato le ultime stagioni alla soglia dei 40 anni. Prima di loro il titolo era conteso da vecchie colpi come Bayliss, Haga e Corser. Dopo il secondo round di Aragòn, però, il mondiale ha le facce di chi di anni ne ha 24 (Giugliano e Cluzel), 25 (Davies e Rea), 26 (Laverty e Sykes) e perfino 19 come Loris Baz. Per non considerare attempati i trentunenni Melandri e Guintoli. Il tutto mentre nelle categorie minori crescono talenti come Lowes e Van der Mark.

Insomma, il mondiale Superbike non è (più) un paese per vecchi.

 

CHAZ DAVIES si è dimostrato un osso durissimo, per tutti. Veloce in prova, martello in gara senza Sykes e Laverty prima e con Sykes e Laverty dopo.

Bellissimo da vedere sulla BMW, entra prepotentemente tra quelli che ambiscono al titolo.


SYLVAIN GUINTOLI detto ''Culolì'' dopo che nella prima manche finisce secondo  grazie alle sfighe altrui, mostra gli attributi in gara 2 quando si riconferma alle spalle di Davies ed in testa al mondiale: 85 punti dopo due round in SBK sono tanta roba.


MARCO MELANDRI porta a casa 27 punti, che vuol dire salvarsi bene, ma gli errori di gara 1 e la rassegnazione di gara 2 non sono da lui. Davies là davanti gli fa più male che la spalla operata: ad Assen deve ristabilire le gerarchie.


TOM SYKES conquista un podio e l'ennesima pole. Sfigato in gara 1, ma dopo i tanti chilometri fatti qui nei test era lecito aspettarsi di più. E la classifica dice già -47.


DAVIDE GIUGLIANO lotta come un mastino per il podio in entrambe le gare nonostante la sua RSV4 sembra montare il motore di un RS 125: la benzina lo lascia a piedi a 300 metri dalla fine della prima e lui finisce quarto nella seconda. Leone vero, ci farà divertire.


EUGENE LAVERTY arrivava in Spagna al comando della classifica e se ne torna in Irlanda con 0 punti in saccoccia. La moto gli nega gara 1 e lui non vuole essere da meno stendendosi alla seconda curva di gara 2. Ridimensionato?


LORIS BAZ si conferma membro effettivo del club dei fighi. Parte male nella prima e ad handicap nella seconda, ma rimonta ed è appena alle spalle dei primi. Gran manico.


JULES CLUZEL guida una Suzuki tutt'altro che irresistibile ed è costretto a partire dalla corsia box in gara 2, ma se ne frega e finisce alla spalle di Baz in entrambe le manche.


DUCATI è passata da ''futuro missile'' a ''tir con rimorchio'' nel giro di un anno. La verità? Sta a metà strada. Ma se qui Checa gira più lento che nel 2012, quando guidava una 1198 logora e zavorrata, significa che è una strada in salita.

 




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